DONNE E SCIENZA 

LUOGO: Isola San Lorenzo – Sala del Dottorato 

Chiostro Cattedrale San Lorenzo

Piazza IV Novembre

DATA: dal 10/03/2023 

ORARIO 17:00 

Nel corso del tempo si contano poche donne nella scienza.

Negli ultimi anni, le ricerche storiche si sono intensificate e hanno svelato che quando messe in condizione di praticare e coltivare la scienza, molte donne hanno ottenuto risultati importanti. Nel passato è spesso capitato che esse affiancassero fratelli o mariti (tale è il caso di Sofia, la sorella di Tycho Brahe, o Caroline, la moglie di William Herschell), in quanto davvero raramente a una donna era possibile studiare e partecipare ad attività di formazione e ricerca. Nel passato più recente, dunque dalla metà dell’Ottocento in poi, la situazione è andata lentamente migliorando soprattutto dopo le prime conquiste dei diritti femminili, sebbene i pantheon della scienza siano sempre stati principalmente popolati da uomini. Uno dei casi più celebri è quello di Marie Curie, ma spesso è accaduto che altre donne, nonostante avessero fatto scoperte eminenti (Lise Meitner per la fissione nucleare, Rosalind Franklin per la scoperta della struttura del DNA) non siano mai state riconosciute. Questo dato puramente storico espone a una domanda che va necessariamente al di là della storia: può una scoperta scientifica dipendere dalle caratteristiche “maschili” di chi la fa? E in generale, può la scienza essere più “comprensibile” a un uomo solo perché uomo? Alla luce delle ricerche più recenti, queste domande sono sicuramente mal poste, tanto più se si vuol difendere la tesi per cui la scienza fornisce contenuti “oggettivi”. Diventa perciò necessario prima di tutto venire a conoscenza della ricchezza del contributo delle donne nella scienza, affinché molte giovani oggi possano sentirsi “a casa” tra discipline a presenza principalmente maschile. In secondo luogo, occorre pensare alle opportunità collettive che possono aversi quando le capacità messe a servizio delle ricerche scientifiche si moltiplicano, dando spazio ad approcci cognitivi plurali. Infine, è importante promuovere la percezione della pari dignità intellettuale e intellettiva che donne e uomini hanno: sono proprio le comunità di ricerca nelle quali collaborano membri di vario genere che possono stimolare nuove idee e nuove prospettive. La differenza è creativa ed è l’unico antidoto per non dare risposte vecchie a nuove domande.

 

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